Dopo aver vinto tutto nei club, Ancelotti affronta la sfida più difficile: riportare dopo 24 anni la Seleçao sul tetto del mondo. A mezzanotte il debutto contro il Marocco

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La torcida è caldissima, Vinicius junior è pronto come al sambodromo di Rio, l'unico tranquillo, serafico, è Carlo Ancelotti. Ne ha viste più di mille però meglio non fare troppo il ganassa perché dopo aver vinto la qualunque e frequentato i siti di ogni parte, oggi, sarà per noi mezzanotte, debutta al mondiale come allenatore della Seleçao e, dunque, c'è poco da stare quieti. Contro il Marocco trattasi di trappola, la squadra di Hakimi e Brahim Diaz, per citare i più noti dalle parti nostre, ha ereditato dalla nazionale del Gambia la medaglia del Brasile d'Africa, là dove si intende la qualità tecnica, il piacere del fucibòl e una certa esperienza che i ragazzi di Mohammed Ouahbi hanno accumulato all'estero.Per questo motivo i verdeoro hanno vissuto una strana vigilia, stasera al Met Life di New Jersey, lo stesso stadio della finale del mondiale per club, vinto dal Chelsea alla presenza della coppia Trump&Infantino, lo stesso teatro che ospiterà la finale di questo ipermondiale, non possono sbagliare, le ultime notizie da Rio hanno riferito della scomparsa di Hercules Brito di anni 86, il zaguero, il difensore centrale del Brasile che vinse la coppa Rimet nella finale all'Azteca, estate del 1970, contro l'Italia dei 6 minuti di Gianni Rivera. Brito, per sessantuno volte in campo con il Brasile, verrà onorato in un torneo che ha poca memoria del passato perché bada soltanto al denaro. Per questo anche i tifosi marocchini, la cui presenza negli States è massiccia, hanno provato a protestare, inutilmente perché il prezzo dei biglietti non è roba da popolo ma da straricchi.