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Paolo Tomaselli, inviato a East Rutherford

Ancelotti è il commissario tecnico più pagato della storia: «Possiamo vincere, ma la paura è una cosa importante nella vita, perché se incontri un leone e ti sembra un gatto, non va bene. Ma sono ottimista, siamo pronti»

Eccolo qui, spuntato fuori da una pubblicità della birra con Ronaldo Fenomeno o da quella dell’auto ufficiale della Seleçao: Carlo Ancelotti è ovunque, anche sui manifesti del Mondiale in giro per Manhattan e le aziende fanno a gara per averlo come testimonial. Pazienza se, solo per il cachet, costa cinque volte il suo predecessore Tite e incassa due milioni extra dai marchi legati al Brasile: il «Pavarotti del futebol» (ascoltare per credere quando canta l’inno del Real Madrid), il Padrino del calcio (è uno dei suoi film preferiti), è il commissario tecnico più pagato della storia, non solo brasiliana, e ha appena rinnovato fino al 2030 a 10 milioni netti a stagione. Carletto fa il semplice, in fondo lo è: «Per me è una esperienza nuova, qualcosa di speciale, per la responsabilità e l’onore di rappresentare il Paese del calcio e la Nazionale più vincente. Voglio viverla con allegria e felicità, è un momento molto bello della mia storia». C’è da avere fiducia.