Caos mini vitalizi nella Regione Basilicata, 5 consiglieri ci ripensano e rinunciano. Il confronto con altri esponenti del centrodestra (forse Bardi) li ha convinti. In mattina la richiesta, in serata il dietrofront improvviso.
Era già tutto compiuto. Poi una telefonata, una chiacchierata, un confronto, e tutto è rientrato. Quella di lunedì scorso è stata una giornata piuttosto movimentata nelle stanze della sede del consiglio regionale della Basilicata. In cinque della maggioranza avevano formalizzato lunedì l’adesione all’indennità differita, meglio conosciuta come conosciuta come vitalizio. A non voler rinunciare al privilegio erano i tre consiglieri di Forza Italia, il capogruppo Michele Casino, Gianuario Aliandro, e Fernando Picerno, Francesco Fanelli della Lega e Mario Polese di Italia Viva. In serata arriva il colpo di scena: i cinque vengono convinti, con molta probabilità dallo stesso governatore Vito Bardi, a rinunciare al vitalizio. Una scelta impopolare che avrebbe rischiato di innescare ulteriori polemiche e tensioni in consiglio regionale, tra le organizzazioni sindacali e tra i cittadini lucani. Una grana, l’ennesima, evitata dalla maggioranza di centrodestra. Insomma alla scadenza dei termini fissata per l’11 giugno, nessun consigliere regionale o ex consigliere regionale della Basilicata ha presentato domanda per aderire all’indennità differita.













