L’eterno ritorno degli scandali

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Il governatore dimissionario della Calabria riapre i giochi della coalizione . E in Veneto è ancora stallo. A sinistra si fa il nome dell’ex presidente Inps Tridico (M5s).

"Nessun ripensamento". Il governatore calabrese di Forza Italia Roberto Occhiuto conferma le dimissioni e rilancia: sostenendo l’intenzione di ricandidarsi per prendere in contropiede l’inchiesta della magistratura che ha investito la Regione attraverso l’appello diretto agli elettori, in quanto la politica non può stare ai tempi letargici delle toghe. Anche se il farraginoso potere separato della giustizia prima o poi giunge inesorabile e dovuto.

Intanto la mossa di Occhiuto spiazza la politica. E ripropone la polemica e la diffidenza, non sempre infondata, nei riguardi di certi proditori interventi di supplenza a opera della magistratura e la logica del primato insindacabile della politica, che la maggioranza di centrodestra rivendica sempre più a prescindere dall’esercizio separato dei poteri costituzioni. Questione che sta diventando sempre più rilevante in vista del referendum sulla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra pm e magistratura giudicante che si profila per il 2026; come del resto dimostra l’eco delle opposte prese di posizione politiche in merito al giudizio delle Corte di giustizia europea sulle vicende dei migranti.