Se non ci fosse, Roberto Occhiuto bisognerebbe inventarlo. Perché il governatore della Calabria, dimissionario e di nuovo in corsa per vincere le regionali, ha chiamato allo scoperto i giochi di chi trama contro di lui. L’opposizione da campo largo si è già squagliata. Litigheranno per lo sfidante, candidato ad una cocente sconfitta, e dovranno smetterla col telecomandare i dirigenti di riferimento in regione. Si vocifera - e Occhiuto non lo ha nascosto - di una specie di sciopero non dichiarato della firma sugli atti di governo più importanti.

Ovvero, le indagini della magistratura bloccano gli uffici. Con tanti saluti agli ospedali finalmente cantierizzati, alla viabilità e a tutto quello che serve ad accompagnare il percorso di sviluppo della Calabria. Il governatore si è stufato delle manovre che ha annusato e ha deciso di chiamare la corsa. Fatevi avanti, signori della sinistra criticona, ma soprattutto sabotatori che pensate di continuare ad agire nell’ombra.

I più spaventati dalla nuova competizione elettorale sono quelli del Pd, che non sanno che pesci prendere e straparlano di irresponsabilità. I più divertenti sono i Cinquestelle, che sono davvero nel panico. Si distinguono in particolare Pasquale Tridico, eurodeputato, l’inventore del reddito di cittadinanza che ha provocato solo buchi nel bilancio dello Stato senza alcuna prospettiva occupazionale per i troppi calabresi in cerca di lavoro; e Vittoria Baldino, che al solito, taccia di «arroganza» il governatore.