Roma, 4 ott. (askanews) – E’ il secondo round della tornata di regionali che si chiuderà a fine novembre e di certo, sia maggioranza che opposizione, ci arrivano con meno tensione di quanto sia accaduto per le Marche. Perché la Calabria, in cui Roberto Occhiuto cerca la riconferma, sembra decisamente meno contendibile per il centrosinistra. E se si considera che la scorsa settimana il super meloniano Francesco Aquaroli ha vinto con ben 8 punti di distacco, ben si comprende quanto la strada si presenti in salita per il ‘campo largo’ che anche in questo caso è riuscito a compattarsi su un unico candidato: Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps e attualmente europarlamentare del M5s.
Questo turno elettorale ha poi una genesi a sé, visto che la Calabria è l’unica che non arriva al voto per la scadenza della legislatura ma a seguito della decisione del governatore in carica di dimettersi dopo essere stato indagato per corruzione. “Siano gli elettori a giudicarmi”, ha ribadito ancora ieri in un’intervista a Repubblica nella quale ha spiegato anche di non essere scaramantico e di essere sicuro che si possa “moltiplicare per due” l’effetto Marche. Più irta la strada del candidato del centrosinistra, uno dei ‘padri’ del reddito di cittadinanza, sebbene sul suo nome la convergenza dei partiti del campo largo sia avvenuta in tempi abbastanza rapidi, considerando anche l’inattesa chiamata alle urne.













