Dopo tre mesi di durissimi scontri, Stati Uniti e Iran appaiono prossimi a chiudere uno dei confronti più tesi della storia recente. L’annuncio di una firma ormai imminente su un memorandum di pace alimenta aspettative a livello globale, sebbene le indiscrezioni sui contenuti delineino un quadro articolato: a imponenti concessioni economiche e militari fa da contraltare l’irrisolto “enigma nucleare”.

Mentre le diplomazie affinano le ultime righe per mettere l’intesa “nero su bianco”, la bozza quasi concordata prevede alcuni snodi fondamentali:

Cessate il fuoco globale: prevista la cessazione permanente delle ostilità su tutti i fronti, con riferimento esplicito anche al Libano. A tutela della tregua, Washington si impegna a rispettare la sovranità iraniana e a non interferire più negli affari interni della Repubblica islamica.

Sblocco dei mari e riapertura di Hormuz: entro 30 giorni dovrebbero essere revocati il blocco navale statunitense sui porti iraniani e ripristinato il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, crocevia vitale per i flussi energetici mondiali.

Disimpegno militare statunitense: gli Stati Uniti promettono il ritiro delle proprie forze dall’intera area circostante l’Iran, segnando un arretramento significativo della presenza bellica.