«Abbiamo messo fine alla guerra con l'Iran. Hanno accettato di non dotarsi mai di armi nucleari, una condizione su cui abbiamo insistito. Era proprio questo l'obiettivo, era il 95% della questione». Lo ha detto Donald Trump durante un comizio virtuale a sostegno del vicegovernatore della Georgia Burt Jones, secondo quanto riporta Cnn. L'accordo, se confermato, rappresenterebbe la svolta diplomatica più significativa finora per porre fine alla guerra, iniziata tre mesi fa, che ha causato migliaia di morti e fatto impennare i prezzi globali dell'energia dopo che l'Iran ha praticamente chiuso lo Stretto di Hormuz alla navigazione.

I messaggi su WhastApp in 48 ore Più che colloqui, le trattative fra Iran e Stati Uniti sono un processo macchinoso in cui i messaggi impiegano giorni per andare e venire fra corrieri che coprono le loro tracce per mantenere al sicuro la guida suprema Mojtaba Khamenei. Secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg citando alcuni diplomatici, a causa dell'internet che funziona a singhiozzo i messaggi WhatsApp ci mettono anche 48 ore ad arrivare a destinazione. Inoltre le trattative passano per i mediatori del Pakistan che consegnano le proposte americane e ricevono le risposte iraniane tramite telefonate o visite di persona a Teheran, seguite dal dispiegamento dei corrieri per recapitare i messaggi a Khamenei. Cosa prevede l'accordo Secondo quanto riporta Axios, si chiede l'apertura immediata dello Stretto di Hormuz senza l'imposizione di pedaggi per il transito e la concessione di un alleggerimento delle sanzioni contro l'Iran, subordinato al rispetto degli impegni assunti da Teheran. Lo riferiscono un diplomatico di uno dei Paesi mediatori e un alto funzionario statunitense. Il memorandum d'intesa prolungherà il cessate il fuoco di 60 giorni, compreso quello tra Israele e Hezbollah in Libano. Durante questo periodo si svolgeranno negoziati sulla questione nucleare.Il testo dell'accordo contiene un quadro generale per affrontare il problema delle scorte di uranio arricchito dell'Iran, ma qualsiasi misura concreta relativa al programma nucleare dipenderà dal raggiungimento di un secondo accordo, più dettagliato. Il diplomatico di uno dei Paesi mediatori, che ha esaminato la bozza aggiornata dell'accordo, ha dichiarato che «gli Stati Uniti e l'Iran hanno raggiunto un'intesa sul testo dell'accordo», pur ammettendo che è ancora necessaria un'approvazione definitiva. Secondo due fonti informate, giovedì sera l'accordo era già stato approvato ai massimi livelli del governo iraniano, ma apparentemente non ancora dal leader supremo Mojtaba Khamenei. Donald Trump ha affermato di aspettarsi una cerimonia di firma nel fine settimana. Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran «non ha ancora preso una decisione definitiva». Negli ultimi due mesi la Casa Bianca aveva più volte ritenuto imminente un accordo, ma ogni volta i colloqui erano falliti. Il diplomatico ha espresso ottimismo sul fatto che questa volta il testo verrà approvato.Gli aerei Usa in volo verso Ginevra Giovedì quattro aerei da trasporto C-17 dell'aeronautica militare statunitense sono partiti per l'Europa con equipaggiamenti destinati a un eventuale viaggio del vicepresidente J.D. Vance a Ginevra, dove potrebbe svolgersi una cerimonia di firma nei prossimi giorni. Secondo due diplomatici di due Paesi mediatori e due alti funzionari statunitensi, l'accordo temporaneo è stato raggiunto mercoledì notte dopo ore di colloqui tra il mediatore qatariota Ali al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Durante le discussioni a Teheran, al-Thawadi avrebbe parlato più volte telefonicamente con gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. L'annuncio di Trump sull'accordo avrebbe colto di sorpresa il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Negli ultimi giorni Netanyahu si sarebbe trovato all'oscuro degli sviluppi e avrebbe cercato informazioni tramite alleati vicini all'amministrazione Trump, secondo una fonte americana direttamente a conoscenza della vicenda.Nucleare e uranio arricchito Secondo il memorandum d'intesa, l'Iran si impegnerà a una serie di misure nel campo nucleare, in particolare: a non acquisire armi nucleari; a risolvere la crisi relativa alle sue scorte di uranio arricchito. Un alto funzionario americano ha dichiarato che Trump ha accettato la possibilità che una soluzione consista nel diluire l'uranio altamente arricchito direttamente in Iran, sotto la supervisione degli ispettori delle Nazioni Unite. Qualsiasi passo concreto sul programma nucleare sarà però attuato solo dopo la conclusione di un secondo accordo più dettagliato, obiettivo tutt'altro che certo viste le difficoltà emerse anche nei negoziati sul memorandum.Hormuz e le sanzioni Il memorandum prevede l'apertura immediata dello Stretto di Hormuz senza pedaggi e il ritorno ai livelli di traffico marittimo precedenti alla guerra entro 30 giorni. In cambio, verrà revocato anche il blocco imposto dagli Stati Uniti. Funzionari statunitensi avevano già dichiarato che, dopo la riapertura dello stretto, l'Iran riceverà un'esenzione temporanea dalle sanzioni che gli consentirà di esportare petrolio per 60 giorni, garantendo così entrate vitali a Teheran. L'allentamento delle sanzioni sarà ampliato se l'Iran rispetterà gli impegni iniziali e dimostrerà "buona fede" durante i successivi negoziati.I beni iraniani congelati Non è ancora chiaro se il testo contenga una spiegazione dettagliata sul destino dei miliardi di dollari iraniani congelati all'estero. L'Iran insiste per ottenere immediatamente una parte dei fondi al momento della firma dell'accordo iniziale, mentre gli Stati Uniti chiedono che il rilascio avvenga gradualmente e in funzione del rispetto degli impegni. Una fonte americana esterna all'amministrazione ha espresso il timore che la questione dei fondi congelati possa essere regolata tramite un accordo segreto parallelo. Un alto funzionario statunitense ha recentemente smentito questa eventualità. Negli ultimi giorni Stati Uniti, Iran e Qatar hanno discusso un meccanismo che consentirebbe a Teheran di accedere a una parte dei fondi congelati in Qatar per acquistare beni umanitari, come alimenti e medicinali, secondo quanto riferito da un funzionario americano e da una fonte di uno dei Paesi mediatori.