Il presunto memorandum è visto in modo assai diverso dall’Iran e dagli Usa. Il che conferma che si tratta di un documento generico, che rinvia lo scioglimento dei nodi più spinosi ai sessanta giorni di tregua successivi. Il punto più significativo sarebbe la riapertura dello Stretto, che solo per l’insipienza americana è finito sotto controllo iraniano. E sull’atomo, si torna agli accordi siglati da ObamaTronfiamente, più che trionfalmente, Donald Trump annuncia, come di consueto, di aver vinto la guerra e che si è giunti al fatidico momento del deal, l’accordo, con l’Iran. A loro volta, gli iraniani fanno sapere che il memorandum non è ancora stato siglato e, soprattutto, che taluni particolari destinati a sostanziarlo sono ancora all’esame del poliarchico gruppo dirigente. Susseguirsi di smentite e accuse che conferma come la trattativa sia in fase avanzata ma non ancora conclusa. Anche se nemPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Renzo GuolosociologoProfessore ordinario, è docente di Sociologia dell’islam e Sociologia delle religioni all’Università di Padova. Tra i suoi interessi di ricerca: i rapporti tra religione e politica, i fondamentalismi contemporanei, l’Islam italiano ed europeo, la geopolitica del mondo islamico, i conflitti nelle società multiculturali