Fine dei combattimenti in Libano, tregua di 60 giorni per avviare i negoziati ad hoc sul programma nucleare iraniano, e riapertura dello Stretto di Hormuz. Nelle ore in cui da Washington Trump proclama di avere “messo fine alla guerra” e prende forma l’indiscrezione secondo cui a Ginevra Stati Uniti e Iran firmeranno la tregua, Axios rende noti i punti principali dell’accordo. A supporto della possibile cerimonia in Svizzera, il sito Usa spiega che ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l’Europa, trasportando “materiale per un possibile viaggio” del vicepresidente Usa J.D. Vance, che Donald Trump ha indicato come la figura incaricata di firmare l’accordo preliminare, verso la città svizzera.

La proposta di memorandum d’intesa tra gli Stati Uniti e l’Iran estenderebbe l’attuale cessate il fuoco di 60 giorni, avviando al contempo negoziati per un accordo più ampio relativo al programma nucleare iraniano. La bozza dell’accordo prevederebbe la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, senza l’applicazione di tariffe di transito, e mira a riportare i volumi di traffico marittimo ai livelli pre-bellici entro 30 giorni. In cambio, l’Iran si impegnerebbe a non sviluppare armi nucleari e ad affrontare le preoccupazioni relative alle proprie scorte di uranio arricchito. Secondo quanto riferito, eventuali misure concrete riguardanti il programma nucleare di Teheran sarebbero oggetto di un accordo separato e più dettagliato. Un punto, questo, rimasto ineguagliato come nelle precedenti bozze poi non condivise tra le parti.