Il Piano comunale delle coste approvato nel 2022 dall’amministrazione guidata da Carlo Salvemini supera anche l’esame dei tribunali amministrativi. «Lo approvammo con il voto contrario di chi è oggi maggioranza, alleata dei balneari, che evocò illegittimità - afferma l’ex sindaco Carlo Salvemini - Dopo 4 anni, il nostro Piano è ancora in piedi, regge innanzi al Tar. Quello che ancora manca è ciò che al centrodestra non interessa garantire».

Tre dei quattro ricorsi presentati contro la pianificazione delle coste leccesi si sono infatti conclusi con un nulla di fatto per i gestori degli stabilimenti balneari davanti alla Prima Sezione del Tar di Lecce, presieduta da Antonio Pasca. Due procedimenti sono stati dichiarati inammissibili per carenza di interesse, un terzo è stato respinto nel merito. Resta aperta soltanto la vicenda del Lido Smeraldo di Frigole, sulla quale il collegio ha disposto un approfondimento istruttorio chiedendo al Comune ulteriori chiarimenti sulla suddivisione dei lotti concedibili.

La prima pronuncia riguarda il ricorso promosso dalla Federazione Imprese Demaniali e dalla società Maluha Bay. I ricorrenti contestavano alcuni aspetti del piano, in particolare la classificazione dell’erosione costiera e gli obblighi di monitoraggio. Per alcuni gestori vengono individuati dei lotti da concedere per l’apertura dei lidi dove non è possibile impiantare uno stabilimento. Il Tar, però, non è entrato nel merito, ritenendo che non vi fosse un interesse attuale e concreto all’impugnazione, poiché gli attuali concessionari continuano a operare regolarmente e potranno eventualmente contestare future gare soltanto se le nuove regole incideranno direttamente sulle loro posizioni. Per questo il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Per il Tar si parla di un interesse «futuro ed eventuale che non può giustificare l’odierna impugnazione».