Dopo sette anni di tentativi andati a vuoto, il proprietario di un immobile situato in viale Tunisi è rientrato in possesso della propria abitazione grazie a un intervento congiunto delle forze dell'ordine e dei rappresentanti dell'autorità giudiziaria. L'operazione ha però suscitato un acceso dibattito nell'opinione pubblica: da un lato chi ritiene corretto l'intervento delle istituzioni per dare esecuzione a una decisione del tribunale, dall'altro chi lo considera eccessivo, considerando che il destinatario del provvedimento è un uomo di 52 anni con disabilità motoria.
La vicenda ha avuto inizio nel gennaio 2019, quando il Tribunale ha emesso un provvedimento di sfratto per finita locazione. La prima esecuzione era stata fissata per il 29 febbraio dello stesso anno, ma in quell'occasione l'inquilino aveva ottenuto un rinvio per consentirgli di trovare una sistemazione alternativa adeguata alle proprie condizioni di salute. L'uomo, infatti, è costretto a utilizzare una sedia a rotelle a causa di una disabilità agli arti inferiori.
Per agevolare la ricerca di una nuova abitazione, il tribunale aveva nominato un amministratore di sostegno. Tuttavia, nel corso degli anni, non è stata individuata alcuna soluzione abitativa ritenuta idonea dall'interessato. Nel frattempo, si sono susseguiti numerosi tentativi di eseguire il provvedimento, tutti senza esito, anche a causa delle reazioni particolarmente aggressive sul piano verbale da parte dell'inquilino.












