PADOVA - L’incubo è finito per una donna italiana ma di origine straniere e la figlia: dopo nove lunghissimi anni sono riuscite a cacciare quel tunisino che aveva occupato la loro abitazione di via Turazza. La vittoria è arrivata grazie a una denuncia presentata il 5 marzo al Commissariato Stanga e all’applicazione della nuova legge 634 bis da parte del pubblico ministero Marco Brusegan titolare delle indagini.
Il 61enne nordafricano, iscritto nel registro degli indagati, ha accettato di lasciare l’appartamento e in cambio non è stato perseguito dalla giustizia. Il testo della norma riporta “...Non è punibile l'occupante che collabori all'accertamento dei fatti e ottemperi volontariamente all'ordine di rilascio dell'immobile...”. I FATTI La donna, 72 anni, nel gennaio del 2017 abitava nella casa di proprietà della figlia in via Turazza. Un giorno sono partite per Milano dove si sono stabilite e la sola mamma è rientrata a Padova tre mesi più tardi, era aprile. Ma quando è arrivata nell’abitazione di via Turazza l’ha trovata occupata, all’interno c’era uomo e poco dopo è sopraggiunto anche il 61enne tunisino. «Ho cambiato la serratura e se vuoi riavere la casa devi lavare i piatti» ha detto alla 72enne rimasta impietrita dallo choc. Poi ha continuato a parlare minacciandola: «Se fai la brava con me è meglio per te, se chiami la polizia avrai tanti problemi. E poi qui ci metto dei minori così non ti verrà mai restituita». Da questo momento in poi per la donna e sua figlia è iniziato l’incubo. Il tunisino, ogni tanto, spediva loro dei soldi: secondo lui una sorta di affitto. La 72enne negli anni è tornata altre volte in città per sottoporsi ad alcune cure mediche, ma è stata costretta a dormire in albergo. Poi nel gennaio del 2022 è rientrata definitivamente a Padova da Milano e voleva tornare in possesso dell’appartamento della figlia. Ma il tunisino l’ha di nuovo minacciata: «Devi fare il contratto altrimenti la pagherai molto cara». Non solo, perchè nel mese di marzo sempre del 2022 il 61enne nordafricano ha registrato irregolarmente all’Agenzia delle Entrate una denuncia di contratto verbale di locazione relativo all’abitazione. LE DENUNCE Un paio di anni più tardi, il 28 maggio del 2024, la 72enne è andata alla Guardia di Finanza è ha denunciato il tunisino, perchè pretendeva la presenza di sua figlia per la stipula del contratto di locazione. E in questa occasione lo straniero la avrebbe di nuovo minacciata: «Prendo tua figlia con la forza e mi faccio aiutare dagli amici». Il 3 giugno la donna ha effettuato una integrazione della denuncia, perché il tunisino con il pollice le ha fatto il segno di tagliarle la gola. Terrorizzata, da quel giorno ha evitato di avere contatti con la figlia (rientrata a Padova) e la nipote per timore di eventuali azioni di ritorsione da parte del 61enne. In alcune occasioni ha dormito ad Albignasego, ma anche fuori dalla stazione ferroviaria. Il 13 febbraio di quest’anno l’Agenzia delle Entrate ha comunicato alla figlia della 72enne l’annullamento del contratto effettuato irregolarmente dal nordafricano. Poi la denuncia a marzo al Commissariato Stanga ha chiuso il cerchio.








