Allevamento clandestino di insetti, odori nauseabondi e stanze vandalizzate. È quanto avvenuto in un appartamento di piazza Alberica di proprietà del viceprocuratore onorario al Tribunale di Lucca Cristina Lattanzi. I danni stimati superano i 25mila euro, ai quali si aggiungono diversi mesi di affitto mai pagati. Ma a sconvolgere la proprietaria è stato soprattutto l’impatto visivo e psicologico di quanto rinvenuto all’interno. La vicenda era iniziata a settembre del 2024, quando un’agenzia immobiliare di Massa aveva proposto alla professionista due inquilini originari del Bangladesh presentati come figure ideali: tecnici specializzati laureati, dipendenti regolari di un colosso industriale del comprensorio apuano. Viene così firmato un contratto di locazione di un anno. Nonostante il contratto prevedesse l’alloggio per due sole persone con la tolleranza per altre due, l’appartamento è risultato sovraffollato da un numero continuo e imprecisato di inquilini. Lattanzi viene subissata dalle lamentele dei vicini di casa, infastiditi da comportamenti degradanti e cattivi odori. "I vicini mi riferivano di esalazioni nauseabonde costanti provenienti dall’appartamento - spiega Cristina Lattanzi -, ma anche di panni lavati messi ad asciugare sotto il porticato delle Logge, nonostante la casa fosse dotata di una lavasciuga nuova". Le iniziali frizioni di vicinato nascondevano una situazione ben più grave, culminata nella scoperta dell’attività illegale di allevamento di insetti. "La casa era completamente invasa da scarafaggi e scorpioni giganti, che venivano allevati per mangiarli e venderli come cibo etnico - prosegue -. Non solo, c’è stata anche un’invasione di insetti attratti dalla sporcizia, che hanno invaso tutto il condominio e la piazza Alberica. Ho dovuto chiamare una ditta specializzata in disinfestazioni e un’altra ditta per smaltire gli insetti morti". Lattanzi difesa dall’avvocato Patrizia Baccigalupi ha sporto querela in sede civile e penale contro gli ex inquilini, che sono ancora in forza nell’azienda. Quando Lattanzi ha scoperto che nel suo appartamento venivano usate bombole a gas, ha chiesto la risoluzione del contratto, ma solo dopo una lunga serie di intimazioni fatte dall’avvocato i bangladesi hanno lasciato l’appartamento. Una volta riavute le chiavi Lattanzi ha trovato una situazione devastante con muri senza intonaco, mobili rotti, elettrodomestici rovinati e il wc intasato da lamette da barba.