Nella Giornata internazionale della Famiglia, l’Unione promozione sociale segnala al ministero delle Politiche sociali, al Difensore civico regionale e al Garante nazionale delle persone con disabilità la pratica del Comune di Torino «di negare l’integrazione della retta alberghiera e di sostituirla con un prestito, chiedendo a garanzia l’immobile del beneficiario». Parliamo di anziani e disabili. Pratica consolidata, quella adottata dai Servizi sociali comunali, spiega Andrea Ciattaglia, presidente Ups: «Aumentano i casi di famiglie che si rivolgono alle realtà del Csa per segnalare difficoltà estreme nel pagare la retta alberghiera dei propri cari in Rsa, peraltro in costante aumento. Il Comune nega l’integrazione a moltissimi casi che ne avrebbero diritto con il conteggio basato sull’Isee. Inaccettabile che tra le “soluzioni” proposte dall’ente ci sia quella del prestito garantito dalla casa : lo stesso soggetto che nega l’integrazione della retta, si propone come prestatore di risorse, chiedendo come garanzia il patrimonio dei ricoverati ».
Le regole Il Comune rimanda ad una disciplina cittadina risalente al 2012. Prevede che, nel caso l’utente possieda un patrimonio immobiliare superiore ad una certa soglia (51.645,69 euro per l'insieme dei beni se tra questi è inclusa l'abitazione principale e superiore a 20 mila euro se si possiedono esclusivamente beni diversi dall'abitazione principale), non può beneficiare del sostegno per il pagamento della retta. L’eccezione alla regola «Tuttavia, in deroga a questa previsione, la persona può ricevere il contributo, anticipato dalla Città, se si impegna a restituire le somme - spiegano dall’assessorato alle Politiche sociali -. Si tratta di una disposizione che riguarda poche persone, per le quali un patrimonio elevato non necessariamente si traduce in una disponibilità di liquidità». Attualmente sono attivi 6 contratti di anticipazione, dei quali 4 riguardano persone con un’amministrazione di sostegno in capo alla Città. «Questo, a fronte delle 2.082 persone, 980 con disabilità e 1.102 anziani, che nel 2025 la Città ha assistito con l’integrazione della retta», precisa il Comune, ricordando di aver istituito un gruppo di lavoro «per affrontare complessivamente la questione dell'Isee». La polemica Nel presente domina la polemica, che trova una sponda nella Regione. «Prendere la casa a chi chiede di essere assistito é uno schiaffo alla povertà, indegno di una città civile - taglia corto Maurizio Marrone, assessore regionale alle Politiche sociali -. É strozzinaggio istituzionale, senza fondamento in nessuna legge nazionale o regionale».








