Dalla Regione Piemonte mostrano sicurezza ma il tema sollevato dal Pd, nella persona della consigliera Monica Canalis, preoccupa anche la giunta, che infatti è già in pressing sul governo per sventare un problema con la maiuscola. Da aprile molti consorzi socioassistenziali sospenderanno le prestazioni domiciliari per i mancati trasferimenti da Roma, un’ipoteca per 25 mila piemontesi. Anzi: in diversi casi le erogazioni sono già state interrotte, quindi una realtà anche peggiore di quella prospettata da Canalis.
Assistenza domiciliare e assegni di cura per anziani e disabili
Siamo nel perimetro della domiciliarità, e delle persone anziane o con disabilità, che le famiglie seguono a casa. L’alternativa, doppiamente faticosa, al ricovero in Rsa o nelle altre strutture residenziali. Gli assegni di cura sono più diffusi e capillari dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi) e, a differenza di quest’ultima, sono finanziati non da risorse sanitarie, ma sociali: la fonte è il Fondo nazionale per le non autosufficienze (Fna), che viene ripartito dal governo alle Regioni e poi da queste distribuito agli Ambiti territoriali sociali (Ats).
Problema: al momento la Regione non è in grado di assegnare il Fondo perchè i due Piani nazionali triennali 2025-2027 (anziani e disabilità) non sono ancora stati predisposti dal governo.







