La riforma della non autosufficienza, presentata come una bandiera delle politiche per gli anziani del governo e approvata ormai nel 2023, sta vivendo un’impasse e “bisogna rilanciarla”. A chiederlo con forza è quello stesso Patto per un Nuovo Welfare sulla Non autosufficienza, formato da un network di oltre 60 associazioni, che aveva contribuito a scrivere le regole per una presa in carico della terza età più fragile, fin dal tempo dell’eseutivo Draghi. Ma oggi, a due anni dalla legge 33/2023, gli esperti guidati dal coordinatore Cristiano Gori esprimono “profonda preoccupazione”, a fronte di un’invecchiamento demografico certificato dagli ultimi dati Istat, a cui non corrisponde un miglioramento degli anni di vita passati in buona salute. Anzi.

La chiamata all’appello contro l’allerta demografica e i ritardi da colmare impongono quindi un’accelerazione e “l’unica strada possibile è un impegno comune di tutti i soggetti istituzionali, politici e sociali del Paese”, avvisano dal Patto che tende la mano e a sollecita incontri capaci di sbloccare gli ingranaggi. Anche rilevando come il maxi-decreto attuativo 29/2024 di fatto abbia parzialmente riscritto e sfumato la legge-quadro originaria.