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22 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:17

La riforma del welfare per gli anziani non autosufficienti resta in gran parte inattuata. A oltre un anno e mezzo dall’approvazione della legge delega 33/2023, il percorso di attuazione procede con lentezza e tra numerosi arretramenti. È quanto emerso martedì dal convegno “La riforma dell’assistenza agli anziani: a che punto siamo?”, promosso dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che riunisce 61 organizzazioni della società civile impegnate nella tutela e nell’assistenza degli anziani. “Il tempo, come dimostrano i dati statistici, è un fattore cruciale. Il rischio è mettere mano al settore troppo tardi, cioè quando, a causa del rapido invecchiamento della popolazione, azioni incisive saranno impossibili”, ha spiegato Cristiano Gori, coordinatore del Patto.

In Italia poco meno di un quarto della popolazione – il 24,3%, circa 14 milioni di persone – ha più di 65 anni. Di queste, 4 milioni non sono autosufficienti e necessitano di assistenza continuativa nella vita quotidiana. Tra dieci anni saranno circa 6 milioni. Nelle bozze della legge di Bilancio 2026, nota Gori, per loro non c’è nulla, mentre si stanziano risorse per rimandare l’aumento dell’età pensionabile per i 67enni.