Inon autosufficienti possono attendere. E’ la sintesi della situazione, paradossale, segnalata da Avs in Regione nella persona della consigliera Valentina Cera: una situazione che parte da Roma, cioè dal Governo. «Ho appena presentato in aula un’interrogazione urgente sulla situazione della non autosufficienza in Piemonte perché siamo di fronte a un rischio concreto e immediato – premette -: senza il riparto delle risorse nazionali, molti consorzi socioassistenziali a breve non saranno più nelle condizioni di erogare gli assegni e garantire servizi essenziali. A pagare il prezzo di questa paralisi sono persone anziane, persone con disabilità e famiglie già allo stremo».
L’imbuto
Come si premetteva, la Regione non ha responsabilità dirette. Anzi: ne subisce le conseguenze. Il Governo non approva il Piano nazionale per la non autosufficienza e, di conseguenza, alle Regioni mancano le risorse necessarie per trasferire i fondi ai consorzi e quindi ai cittadini titolari degli assegni. «È una catena di irresponsabilità che si scarica tutta sui territori – spiega Cera -. Per questo ho chiesto alla giunta se la Regione intendesse intervenire per evitare l’interruzione dei servizi, assumendosi una responsabilità politica immediata».









