MESTRE - I vandali minorenni danno fuoco al servoscala per disabili, lei rimane bloccata dentro casa, impossibilitata ad uscire fino a data da destinarsi anche solo per fare la spesa. A pagare le conseguenze dell'ennesimo atto vandalico commesso nel quartiere Pertini è una donna di settantasei anni, disabile, da undici anni residente nel complesso popolare di via Vian.

L'INCENDIO Il fatto è accaduto giovedì sera, poco prima delle 22. A segnalare il boato e l'odore acre del fumo sono stati i residenti dei primi civici del lungo complesso di Insula, quelli più vicini al montascale installato sul lato dell'edificio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e, poco dopo, anche la polizia locale, che ha raccolto la denuncia contro ignoti dei residenti che erano presenti al momento dello scoppio violento. Le fiamme, al momento dell'arrivo dei soccorsi, stavano già divorando la poltroncina. Il rogo non solo l'ha distrutta, ma ha danneggiato anche l'impianto elettrico che la serviva, rendendola inutilizzabile completamente da buttare. Dopo le operazioni per la messa in sicurezza dell'area, gli agenti della Locale hanno ascoltato i testimoni. Tra loro c'era anche Giorgio Rocelli, il portavoce del Comitato Pertini, e proprio lui ha subito riconosciuto la mano, associando il fatto ad altri episodi di vandalismo capitati nel quartiere nelle settimane precedenti. Tutti fatti per cui la cittadinanza conoscerebbe già i responsabili: un gruppo di giovanissimi ormai noto per danneggiare e vandalizzare alcune aree della città soprattutto di notte. A pagare le più gravi conseguenze del gesto però è stata una delle storiche residenti del complesso popolare. LA TESTIMONIANZA «Sono l'unica persona che in questo complesso utilizzava il monta scale, l'unica persona disabile che ne aveva bisogno» ha spiegato la settantaseienne residente ai primi civici del complesso, con la porta a pochi metri dal luogo dell'incendio. «Non so come farò a muovermi nei prossimi giorni. Già mi muovevo poco, è vero, ma in questo modo dovrò farmi assistere in tutto fino a quando non ripristineranno il servizio. Chissà quando. Se avrò urgenza di scendere, mi dovranno portare di peso fino alla sistemazione. È sconvolgente che tutto nasca semplicemente come conseguenza di una ragazzata. Forse ci vorrebbero maggiori controlli, sappiamo chi sono ed è un pericolo ormai» spiega la donna, costretta in carrozzina. IL COMITATO Ad esprimere, più di tutti, la rabbia per l'ennesimo caso di violenza gratuita è stato Giorgio Rocelli. «Questo è un quartiere speciale, popolato di brave persone. Paghiamo le conseguenze di un gruppo di ragazzi che si diverte a infastidire i cittadini e a mettere loro paura. Paghiamo le conseguenze delle dubbie scelte familiari di un gruppo di persone che lascia allo sbaraglio i loro figli. In questi mesi ne hanno combinate di ogni tra furti e vandalismi, e sono solo loro a disturbare, non ci sono altri episodi, a meno di rarità, che debbano preoccupare i cittadini. Abbiamo denunciato molte volte contro ignoti. Sappiamo in che contesto abitano, se fosse possibile vorremmo sfrattarli».