Chi è costretto a vivere, o ha vissuto per un po’, su una carrozzina lo sa bene: un gradino, un restringimento, una curva troppo stretta, passaggi insignificanti per una persona normodotata, possono trasformarsi per i portatori di handicap in barriere insormontabili che trasformano in calvario una vita già segnata quotidianamente da problemi di ogni tipo. Una donna di 67 anni, M.F. disabile al cento per cento a causa di un incidente stradale (era stata investita sulle strisce pedonali) dal primo giugno è di fatto rinchiusa nella sua abitazione a Pinerolo e non è più nelle condizioni di poter agevolmente uscire.
Il problema è semplice, quasi banale. Due arbusti davanti al portone d’ingresso del condominio non le consentono di poter manovrare la sua carrozzina per tetraplegici, dal peso di circa 140 chili. Quando ha preso possesso dell’appartamento ha avuto bisogno di un volontario della Croce Verde e di una badante per far spingere e manovrare la sua carrozzina elettrica.
Già il 17 febbraio scorso la signora, proprio in previsione di trasferirsi nel nuovo appartamento in affitto che (ingresso a parte) è compatibile con le sue esigenze, aveva scritto al Comune di Pinerolo facendo richiesta di modifica del suolo pubblico poiché la presenza dei cespugli davanti a casa le impediscono un accesso agevole con la carrozzina. la richiesta era di spostare le piante e, a sue spese, di realizzare un piccolo scivolo tra strada e marciapiede che, assieme a una pedana in legno davanti alla porta del condominio, le consentirebbe di entrare e uscire di casa in linea retta.








