Chi è costretto a vivere, o ha vissuto per un po’, su una carrozzina lo sa bene: un gradino, un restringimento, una curva troppo stretta, passaggi insignificanti per una persona normodotata, possono trasformarsi per i portatori di handicap in barriere insormontabili che trasformano in calvario una vita già segnata quotidianamente da problemi di ogni tipo. Una donna di 67 anni, M.F. disabile al cento per cento a causa di un incidente stradale (era stata investita sulle strisce pedonali) dal primo giugno è di fatto rinchiusa nella sua abitazione a Pinerolo e non è più nelle condizioni di poter agevolmente uscire.
Il problema è semplice, quasi banale. Due arbusti davanti al portone d’ingresso del condominio non le consentono di poter manovrare la sua carrozzina per tetraplegici, dal peso di circa 140 chili. Quando ha preso possesso dell’appartamento ha avuto bisogno di un volontario della Croce Verde e di una badante per far spingere e manovrare la sua carrozzina elettrica.
La vicenda è stata anche denunciata mercoledì scorso in Consiglio comunale, provocando polemica. Per entrare in casa la donna dovrebbe compiere una curva di 90 gradi in uno spazio strettissimo, sempre facendo attenzione a non finire addosso all’alberello o peggio giù dal gradino del marciapiede. Operazione impossibile per M.F. che ha solo l’uso di una mano che le serve, appunto, ad azionare il joystick della sua sedia a rotelle.







