MESTRE (VENEZIA) - Era rimasto segregato per almeno otto mesi in un garage il cui unico comfort erano un giaciglio di fortuna e un secchio per i bisogni fisiologici. Siamo nel centro di Mestre e a chiuderlo lì dentro era stata una donna di 47 anni, alla quale la vittima aveva inizialmente dato ospitalità forse per amicizia, forse per ricevere un aiuto, in quanto lui è un disabile psichico di circa 50 anni e quindi non del tutto in grado di provvedere alle faccende quotidiane della vita.
Dopo un inizio tranquillo, però, la donna - che risulta essere una straniera che ha acquisito la cittadinanza italiana - si era impossessata dell’appartamento relegando il vero “padrone di casa” in un locale dove neppure un animale domestico avrebbe potuto vivere in modo dignitoso. A questo incubo ha messo fine il 1° marzo l’intervento congiunto degli agenti del commissariato di polizia di Mestre e dei vigili del fuoco. Non è stato semplice, perché allo scattare dell’operazione la donna si era barricata in casa ed è stato necessario sfondare la porta d’ingresso dopo aver circondato l’intero edificio con un cordone di sicurezza. Il provvedimento, richiesto dal sostituto procuratore di Venezia Daniela Moroni, è stato convalidato dalla giudice per le indagini preliminari Claudia Ardita.







