L’economia dell’influencer marketing ha costruito i propri pilastri attorno ad un immaginario fatto di vite piene: piene di viaggi, di relazioni, di eventi, di persone. Recentemente si è però fatta largo una categoria di creator che racconta esattamente l’opposto di quell'immaginario. Sono state definite loneliness influencer o solitude influencer, e sono perlopiù giovani donne (ma inizia a farsi notare anche qualche uomo) che documentano una quotidianità fatta di serate trascorse in casa, passeggiate in solitaria, cene preparate per una persona sola e weekend senza programmi particolari. Mostrano il tempo ordinario, i silenzi, le routine di chi non ha amici, e raccolgono milioni di visualizzazioni su Instagram, TikTok e Youtube.

Pur appartenendo a mondi diversi, molte solitude influencer condividono una sorprendente uniformità estetica. Le loro case sono accoglienti, le inquadrature curate, i ritmi lenti. C’è chi privilegia il minimalismo quasi asettico e chi un’atmosfera più calda e vissuta, c’è chi si prepara piccoli manicaretti e chi scongela qualsiasi forma di alimento che possa entrare in microonde, ma la grammatica visiva resta simile: rituali domestici, self-care, thé caldi consumati in silenzio e una generale sensazione di quiete.