di
Giulia Taviani
Solitudine e isolamento vengono visti come una forma di autoconservazione emotiva e vengono scelti da chi preferisce spendere tempo ed energie per sé stessi anziché per partner o amici. Tra i motivi ce n'è anche uno economico
In principio fu Vogue e il suo editoriale: «Avere un fidanzato è imbarazzante adesso?». Poi ci si è messa l’inflazione, che ha avuto un impatto anche sul mondo degli appuntamenti (uscire per un date costa più degli anni passati). Da qui è partita una riscoperta di sé stessi con la nascita di nuovi «influencer della solitudine» e di un fenomeno che punta a riscoprire l’isolamento: il «solo-maxxing».
Il trend dei «maxxing» viene condiviso online dalla generazione Z (e da qualcuno tra i Millennials) per descrivere comportamenti estremi di auto-miglioramento: travel-maxxing (per chi rivendica l’importanza di viaggiare), catholic-maxxing (per chi riscopre la religione) o il looks-maxxing, criticato perché si concentra troppo sull’aspetto fisico ricorrendo anche alla chirurgia estetica. O il nonna-maxxing, che si chiede se il segreto della felicità non sia custodito nello stile di vita delle nonne italiane.








