I Mondiali 2026 non saranno soltanto il più grande torneo di calcio mai organizzato, con 48 nazionali partecipanti e tre Paesi ospitanti. Saranno anche un banco di prova geopolitico per due stretti alfieri del soft power dell’Occidente: gli Stati Uniti di Donald Trump e per la Fifa di Gianni Infantino. Dietro le immagini degli stadi pieni e delle stelle del calcio planetario si è cementata la relazione sempre più stretta tra il presidente americano e il numero uno della federazione internazionale. Una relazione fatta di tratti oscuri e di affari miliardari, ma anche di opportunità di politica internazionale specialmente nel Golfo Persico.

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Mondiali 2026, un affare miliardario

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