Il presidente della Fifa: "Ero pronto a portare l'Iran con un autobus. Biglietti cari? E' il mercato''

"E' un evento monumentale". Gianni Infantino, presidente della Fifa, alza il sipario sui Mondiali 2026 che si aprono l'11 giugno. Il numero 1 del calcio mondiale si presenta con una conferenza stampa fiume, stile Donald Trump. Oltre un'ora di dichiarazioni, tra messaggio iniziale e risposte ai media. I temi spinosi non mancano. Dalla presenza dell'Iran al prezzo dei biglietti, dal ruolo 'ingombrante' di Donald Trump all'esclusione dell'arbitro somalo Omar Artan.

Tutto per l'Iran ai Mondiali

"Sono andato a trovare l'Iran a marzo nel ritiro in Turchia. Ho promesso alla squadra che sarebbe venuta ai Mondiali, sarei andato io a prendere tutti con un autobus", dice Infantino chiarendo che i dubbi sono stati fugati 3 mesi fa: tutti i ragionamenti e le ipotesi sul ripescaggio dell'Italia, quindi, non hanno mai avuto sostanza. "Quando l'Iran giocherà, lo stadio sarà pieno e ci sarà un'atmosfera eccezionale: dimenticheremo tutto il resto e potremo pensare ad una partita. Sono felice e sono orgoglioso del lavoro fatto dal mio team", dice Infantino.

L'arbitro Artan esclusoL'avvicinamento ai Mondiali è stato segnato dall'esclusione dell'arbitro somalo Omar Artan. Il direttore di gara, sbarcato a Miami sabato scorso, è stato respinto dalle autorità degli Usa per legami con sospetti terroristi. "E' una situazione spiacevole e sfortunata", dice Infantino. "È spiacevole quello che è successo a Omar. Ma non possiamo controllare tutto. Non siamo ad un livello superiore rispetto ai governi, non siamo i re del mondo: siamo un'organizzazione sportiva e cerchiamo di fare il massimo con i mezzi che abbiamo".