"Non mi pento di questi Mondiali. Se volete criticare il sottoscritto fatelo pure. Ma, per favore, promuovete il fatto che il calcio unisce il mondo". Così Gianni Infantino, presidente Fifa, si é rivolto ai media di tutto il mondo alla vigilia del via alla Coppa del Mondo, nella conferenza stampa allo stadio Azteca, a Città del Messico, nella quale ha affrontato i nodi dell'edizione in Messico, Usa e Canada: dai visti, al caso Iran, al caro biglietti.

Rispondendo alla domanda di un giornalista americano sul suo stretto rapporto con Donald Trump, Infantino ha reso omaggio all'operato del presidente: "Senza il suo impegno e coinvolgimento sarebbe stato impossibile organizzare un Mondiale negli Stati Uniti". "L'ho conosciuto durante il suo primo mandato e in questo secondo lavoriamo a stretto contatto", ha aggiunto. Si é pentito di questa assegnazione diffusa? "No, nessun pentimento. Sono abituato ad affrontare i problemi: spero sempre che non ce ne siano, ma tant'è, è con questo che dobbiamo fare i conti. Alcuni provengono dagli Stati Uniti, altri dal Canada, altri ancora dal Messico. Speriamo di poterli risolvere tutti".

La presenza dell'Iran, nonostante il conflitto in corso con Stati Uniti e Israele, é per lui motivo di particolare soddisfazione: "Sono felice che l'Iran sia al Mondiale e orgoglioso del lavoro fatto dalla squadra Fifa perché questo fosse possibile. Abbiamo dovuto affrontare circostanze particolari sulle quali noi non avevamo alcuna influenza - ha aggiunto - Quando sono andato a trovare a marzo la nazionale iraniana ad Antalya, qualcuno mi ha detto che non avrebbero potuto venire al Mondiale. Io risposi che si erano qualificati, e sarebbero venuti. Così é stato. Ero pronto a guidare personalmente il bus da Teheran, ma non é stato necessario: l'hanno guidato da soli".