Un arbitro somalo a cui è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti, spettatori iraniani potenzialmente privati dei biglietti, persistenti tensioni diplomatiche e disordini sociali a Città del Messico: sono solo alcuni dei problemi urgenti che il presidente della Fifa, Gianni Infantino, dovrà affrontare in una conferenza stampa - la prima negli ultimi tre anni in agenda oggi a Città del Messico, il giorno prima dell'inizio dei Mondiali del 2026.

L'incontro con i media di tutto il mondo è previsto per le 11.30 ora locale (19,30 ora italiana) allo Stadio Azteca, dove domani si terrà l'attesissima cerimonia di apertura dei Mondiali con la partita Messico-Sudafrica, preceduta da una cerimonia musicale, il tutto trasmesso in mondovisione.

Molti i temi che saranno inevitabilmente messi sul tavolo, fra cui la denuncia presentata da Michel Platini contro lo stesso Infantino, accusato di calunnia e traffico di influenze. La vicenda si inserisce nel contesto del caso che nel 2015 impedì all'ex numero uno della Uefa di candidarsi alla guida del calcio mondiale. All'epoca Platini era a un passo dalla presidenza della Fifa, ma la sua ascesa venne bruscamente frenata da un'inchiesta svizzera su un pagamento da due milioni di franchi svizzeri (1,8 milioni di euro) ricevuto nel 2011 dall'allora numero uno del calcio mondiale, Joseph Blatter. Lo scandalo gli costò una squalifica di otto anni, poi ridotta a sei, e l'inizio di una lunga battaglia giudiziaria. Un percorso chiuso solo di recente con la caduta delle accuse e l'assoluzione in sede civile e ieri rilanciato dalla denuncia del campione francese.