Tra inchieste per corruzione e dubbi sull'iter autorizzativo, l'ad Pietro Ciucci assicura: "Massima collaborazione con gli inquirenti, restiamo estranei alle vicende"

Il maxi-progetto che dovrebbe unire Sicilia e Calabria finisce al centro di un vero e proprio caso mediatico. A seguito delle notizie trapelate riguardo un’indagine della Procura di Roma — che ipotizza scenari di corruzione e violazione del segreto d’ufficio — i riflettori sono puntati sulla regolarità dell’iter autorizzativo dell’infrastruttura.

L’indagine della Procura: cosa sta succedendo

L’inchiesta capitolina ha scosso l’opinione pubblica, coinvolgendo figure di primo piano che avrebbero, secondo le ipotesi accusatorie, cercato di condizionare il parere di legittimità della magistratura contabile sul progetto definitivo. Le figure al centro dei sospetti includono un professionista del foro che ha fatto parte del CdA della società, un imprenditore e un ex vertice della Corte dei Conti. Questo sviluppo arriva in un momento cruciale, proprio mentre il progetto era sotto la lente d’ingrandimento per verifiche amministrative.

La reazione di Pietro Ciucci: “Siamo estranei ai fatti”