Inchiesta.10 giugno 2026 alle 00:33
La Procura della Capitale indaga su un presunto sistema di pressioni e scambi di favori volto a influenzare l’iter di approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina: l’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, ipotizza i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio e coinvolge, tra gli altri, l’ex presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, in pensione da febbraio. Secondo gli investigatori, Miele avrebbe rappresentato il punto di riferimento di una rete interessata a condizionare il giudizio di legittimità della Corte dei conti sul progetto definitivo dell’opera. I carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni tra Roma, la provincia di Reggio Calabria e il Frusinate, sequestrando documenti e dispositivi elettronici.
Tra gli indagati figurano anche Vincenzo Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione Accademia Calabria, e l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, già componente del cda della Stretto di Messina spa: secondo l’accusa avrebbero cercato di ottenere il sostegno di Miele promettendogli incarichi pubblici dopo il pensionamento, in cambio di un intervento favorevole sul procedimento relativo al Ponte.











