Italo Farnetani lancia anche quest'anno un invito alle famiglie: "Libri e quaderni chiusi, il riposo è un diritto e una necessità psicobiologica per bimbi e ragazzi. Per i genitori italiani si calcola una spesa complessiva fino a 250 mln per l'acquisto dei libri per questo periodo. No anche all'accorciamento dei mesi di stop dalla scuola, sempre al centro di dibattiti"
"No ai compiti delle vacanze. Salvate l'estate degli studenti". E' l'appello che il pediatra Italo Farnetani lancia alle famiglie. Una 'crociata' - quella contro le assegnazioni estive - che il camice bianco conduce ormai da molto tempo. Laddove venissero richiesti, l'invito ai genitori è a sposare una sorta di "disobbedienza civile": semplicemente, spiega all'Adnkronos Salute, "non far svolgere agli alunni i compiti delle vacanze e motivare la scelta con una loro giustificazione firmata da trasmettere alla scuola", per spiegare pacatamente le ragioni di libri e quaderni chiusi nella bella stagione.
"Ogni anno, con l'arrivo dell'estate, si riaccende il dibattito sui compiti delle vacanze. Da 25 anni continuo a ripetere, con un numero sempre maggiore di sostenitori, che le vacanze sono cruciali per lo sviluppo e la crescita di bambini e ragazzi, perciò rappresentano un diritto. L'estate non è un prolungamento dell'anno scolastico. E - assicura Farnetani - i compiti estivi non solo non migliorano l'apprendimento, ma rischiano di compromettere il benessere psicofisico dei bambini e degli adolescenti" che dovrebbero sfruttare questo periodo come una pausa in cui coltivare maggiormente la vita all'aria aperta, le esperienze in famiglia e la socializzazione con i coetanei. In altre parole, per l'esperto - che è anche il fondatore e coordinatore delle Bandiere verdi, il riconoscimento che viene attribuito ogni anno alle spiagge a misura di famiglie selezionate dai pediatri - "le vacanze sono proprio una necessità psicobiologica".















