Appelli a sostegno del procuratore Guarascio. mobilitazione dopo l’annullamento della nomina a procuratore di Crotone
CROTONE – Un doppio vuoto al vertice degli uffici giudiziari che rischia di paralizzare un territorio ad alta densità criminale. La decisione della settima Sezione del Consiglio di Stato, che ha annullato le delibere del Csm per il conferimento degli incarichi al procuratore della Repubblica Domenico Guarascio e al presidente del Tribunale Maria Luisa Mingrone, innesca una dura e immediata reazione della comunità locale. Dal mondo politico alle associazioni, fino all’avvocatura e al popolo dei social, il messaggio che si leva da Crotone è univoco: garantire continuità all’azione di contrasto alla criminalità. Fa discutere, in particolare, la motivazione alla base dell’annullamento della nomina del procuratore Guarascio, poiché secondo i giudici amministrativi sarebbe stata “illegittimamente sopravvalutata” la sua esperienza antimafia, peraltro maturata proprio nel Crotonese e con risultati operativi evidenti.
Il sindaco: «Ripercussioni in un territorio complesso»
Il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, è intervenuto formalmente esprimendo forte preoccupazione per le conseguenze delle sentenze depositate da Palazzo Spada. Pur ribadendo il massimo rispetto istituzionale per la giustizia amministrativa, Voce ha evidenziato le possibili ripercussioni in un’area definita «complessa e delicata». «Crotone ha bisogno di istituzioni forti, pienamente operative e nelle condizioni di garantire continuità nell’azione di contrasto alla criminalità», ha dichiarato il primo cittadino, esprimendo incondizionata stima per le qualità professionali e il profondo senso delle istituzioni dimostrati da Guarascio e Mingrone.






