Pubblicato il: 05/06/2026 – 11:52
CROTONE Fa discutere la sentenza del Consiglio di Stato che, nella giornata di ieri, ha azzerato i vertici giudiziari di Crotone, disponendo l’annullamento delle nomine per Domenico Guarascio, a capo della Procura crotonese, e di Maria Luisa Mingrone, presidente del Tribunale. La decisione, che ha ribaltato quella del Tar Lazio, arriva sulla base di due ricorsi presentati: uno dal magistrato cosentino Antonio Bruno Tridico nei confronti di Guarascio, l’altro da parte di Massimo Forciniti. Contestate le nomine avallate prima dalla Quinta commissione del Csm, poi dal Plenum del Consiglio superiore della magistratura.
Il sindaco Voce esprime preoccupazione
A esprimere preoccupazione per la vicenda è anche il sindaco Vincenzo Voce: «Pur senza entrare nel merito delle decisioni assunte dalla giustizia amministrativa, che meritano il massimo rispetto istituzionale, ritengo doveroso evidenziare le possibili ripercussioni che tale situazione potrebbe determinare in un territorio complesso e delicato come quello crotonese». Per il primo cittadino Crotone «ha bisogno di istituzioni forti, pienamente operative e nelle condizioni di garantire continuità nell’azione di contrasto alla criminalità e nell’amministrazione della giustizia, elementi essenziali per la tutela della legalità e per la crescita sociale ed economica della comunità». Voce ribadisce la stima e la considerazione per Mingrone e Guarascio, «magistrati che hanno sempre dimostrato elevate qualità professionali e un profondo senso delle istituzioni nello svolgimento delle rispettive funzioni». «L’auspicio è che gli organismi competenti possano individuare in tempi rapidi le soluzioni necessarie assicurando stabilità, efficienza e continuità a un presidio dello Stato fondamentale per il territorio e per i cittadini».








