Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro la nomina di Guarascio a procuratore di Crotone, il Csm dovrà rideterminarsi
CROTONE – L’esperienza antimafia del procuratore di Crotone, Domenico Guarascio? «Illegittimamente sopravvalutata». Per questo il Csm dovrà rivalutare la nomina del più giovane procuratore d’Italia. Lo ha deciso il Consiglio di Stato (Sezione Settima), che ha accolto il ricorso del sostituto procuratore di Cosenza Antonio Bruno Tridico, annullando la delibera del plenum del Csm dell’11 dicembre 2024. Quella che aveva conferito l’«ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone» a Guarascio. I giudici di Palazzo Spada hanno ribaltato la precedente decisione del Tar del Lazio, sancendo che nella valutazione comparativa tra i due candidati l’esperienza di Guarascio presso la Ddd di Catanzaro è stata, appunto, «illegittimamente sopravvalutata».
Il giudizio comparativo
La controversia nasceva dall’interpello pubblicato il 21 giugno 2023. Il Csm aveva scelto Guarascio, magistrato di III valutazione di professionalità, preferendolo a Tridico (VI valutazione di professionalità e 24 anni di servizio contro i 12 del rivale). Il Csm aveva motivato la scelta parlando di una «duplice preminenza» di Guarascio, legata ai suoi 9 anni e mezzo trascorsi presso la Dda di Catanzaro. Anni in cui ha messo a segno inchieste contro alcune delle cosche più potenti e agguerrite della ‘ndrangheta e ha svelato scenari criminali sofisticati come quelli messi a nudo con l’operazione Glicine Acheronte.






