La riflessione del docente UniCal di Pedagogia antimafia Costabile sul caso del procuratore Guarascio di Crotone
La recente decisione del Consiglio di Stato in merito alla nomina del procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, merita una riflessione che sappia distinguere il piano giuridico da quello culturale e civile.
Le sentenze si rispettano sempre, anche quando non si condividono, come in questo caso (almeno da parte di chi scrive). In uno Stato di diritto il controllo esercitato dalla giustizia amministrativa sulle decisioni del Consiglio Superiore della Magistratura rappresenta una ineludibile garanzia di legalità e di trasparenza.
Toccherà, pertanto, nuovamente al CSM, nelle forme previste dall’ordinamento, rivalutare la procedura comparativa e prendere le decisioni più opportune.
Tuttavia, nessuna sentenza può cancellare il valore di un percorso professionale e umano costruito sul campo con meriti oggettivi e straordinaria passione civile.







