Emanuele PetriRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 5 giugno 2026 – Scritte contro Emanuele Petri, Ceccarelli: «Un oltraggio vile che ferisce tutta la nostra comunità. Solidarietà alla famiglia e vicinanza alle forze dell’ordine. La democrazia non si fa intimidire»

«Le scritte ingiuriose apparse contro la memoria di Emanuele Petri sono un atto vile, ignobile e inaccettabile, che offende profondamente non solo la memoria di un servitore dello Stato, ma l'intera comunità aretina e i valori democratici su cui si fonda la nostra convivenza civile».

Con queste parole il candidato sindaco del centrosinistra e delle liste civiche, Vincenzo Ceccarelli, esprime la sua più ferma e totale condanna per il grave gesto vandalico. Emanuele Petri, sovrintendente capo della Polizia di Stato e Medaglia d’oro al Valore Civile, fu assassinato il 2 marzo 2003 in un conflitto a fuoco con esponenti delle Nuove Brigate Rosse sul treno Roma-Firenze, all’altezza della stazione di Castiglion Fiorentino.

«Voglio esprimere – prosegue Ceccarelli –. la mia più profonda vicinanza alla moglie Alma, al figlio Michele e a tutta la famiglia Petri, costretti a rivivere il dolore di una ferita profonda a causa di provocazioni inqualificabili Ad Arezzo non c’è e non ci sarà mai spazio per i nostalgici del terrore, per la violenza verbale o per i deliri ideologici che infangano chi ha sacrificato al servizio della comunità».