HomeUmbriaCronacaScritte contro Emanuele Petri: "Oltraggio vile e inaccettabile"Tuoro, la comunità si stringe alla famiglia del poliziotto ucciso dalla Nuove Br nel 2003«Sono tornata indietro di ventitré anni: è un fatto inquietante, che rende ancora più forte il dolore mai sopito». , ha detto Alma Petri vedova del sovrintendenteRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciChi ha profanato il cimitero di Tuoro con la scritta inneggiante ai brigatisti rossi Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce – "Grazie Mario e Desdemona compagni, sbirri infami" – ha colpito il centro in cui risiede la famiglia del sovrintendente Emanuele Petri, ma non il luogo della sua sepoltura. Il corpo del poliziotto, medaglia d’oro al valor civile ucciso dalle Nuove Br il 2 marzo 2003 sul treno Roma-Firenze, riposa infatti nel piccolo camposanto della frazione di Vernazzano. Un particolare significativo che gli abitanti della zona conoscono perfettamente e che ora si rivela un elemento centrale per i poliziotti della Digos e per i carabinieri, impegnati a capire se si tratti di una provocazione mirata o del gesto sconsiderato di chi non conosce il territorio. La scritta, tracciata con un pennarello nero sulla parete di una cappella e scoperta lo scorso 30 maggio da un cittadino e subito cancellata, potrebbe essere stata vergata da qualcuno di fuori arrivato appositamente in Umbria.