Nel cimitero di Vernazzano, dove riposa il sovrintendente della Polizia di Stato Emanuele Petri, è stata deposta ieri mattina una corona d’alloro. Dopo il vile raid vandalico che ai primi di giugno ha profanato il cimitero del paese la risposta dello Stato e della comunità del Trasimeno si è concretizzata in un momento di altio valore simbolico e istituzionale. Un gesto formale e solenne che ha voluto cancellare definitivamente l’ombra della provocazione emersa nei giorni scorsi, quando una scritta tracciata con un pennarello nero sulla parete di una cappella a Tuoro aveva inneggiato ai terroristi Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce, definendo i poliziotti "infami".
Alla cerimonia hanno preso parte i vertici delle istituzioni e della pubblica sicurezza: il Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, il prefetto della Provincia di Perugia Francesco Zito, il questore Dario Sallustio, e la sindaca di Tuoro sul Trasimeno Maria Elena Minciaroni. Tutti si sono stretti in un abbraccio commosso attorno alla vedova Alma Petri e al figlio Angelo. Al termine della deposizione, il diacono di Passignano, Enzo Marchesi, ha impartito la benedizione e guidato un momento di preghiera. L’iniziativa ha voluto ribadire la gratitudine verso il sacrificio di Petri, ucciso il 2 marzo 2003 sul treno Roma-Firenze durante un controllo che portò alla disarticolazione delle Nuove Brigate Rosse. La cerimonia chiude idealmente il cerchio di una mobilitazione solidale che in queste settimane ha unito l’intero arco costituzionale di fronte al profondo sdegno della comunità. Subito dopo la scoperta del fatto, la presidente della Regione Stefania Proietti e la giunta umbra avevano fermamente stigmatizzato l’accaduto come un atto inqualificabile che riapriva una ferita dolorosa, esprimendo totale affetto alla famiglia Petri. Sentimenti condivisi dal senatore Walter Verini, dal sindaco della vicina Passignano Sandro Pasquali, dai vertici provinciali e locali di Fratelli d’Italia con Alessandro Moio e Mauro Lunetti, e dal Partito Democratico del Trasimeno e Corciano guidato da Roberto Lombrici ed Elisa Andrei. Lo sdegno espresso si è trasformato nel tributo solenne a Vernazzano: la dimostrazione tangibile che la memoria di un servitore dello Stato non può essere scalfita da gesti di oltraggio. Sulla vicenda sono ancora in corso le indagini della Digos per trovare i responsabili.








