Pubblicato il: 04/06/2026 – 18:21
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Quella di Amendolara, con l’eccidio di quattro migranti all’interno di un minivan in una stazione di servizio, è l’ennesimo punto di rottura dentro una storia più lunga che in Calabria attraversa campagne, baraccopoli, strade provinciali, coste, casolari abbandonati, luoghi del lavoro povero e invisibile. Una storia che riapre una ferita profonda in una terra, quella calabrese, attraversata da nord a sud da vecchi drammi ancora attuali e che non può essere ridotta a un mero episodio di cronaca. Ogni vicenda ha, infatti, la sua dinamica, le sue radici e il suo contesto investigativo e giudiziario. Ma tutte, seppur in modo diverso, raccontano la stessa zona d’ombra: quella in cui finiscono migliaia di vite straniere, spesso indispensabili all’economia dei territori e al tempo stesso lasciate ai margini della protezione sociale, abitativa e istituzionale. La strage di Amendolara obbliga così a ripercorrere la storia degli ultimi vent’anni, per far riemergere una continuità che va al di là del singolo episodio ma che, ogni volta, scuote le coscienze e richiama classe dirigente e istituzioni alle proprie responsabilità.
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