Emergono nuovi dettagli sull’omicidio plurimo costato la vita a quattro braccianti migranti. Un cittadino afghano, scampato al rogo, racconta la sua versione dei fatti e parla di minacce e sfruttamento

C’è un sopravvissuto alla strage avvenuta ad Amendolara, nel Cosentino, dove quattro braccianti migranti hanno perso la vita in un’auto data alle fiamme. Si tratta di un cittadino afghano che viveva insieme alle vittime a Villapiana e che è riuscito a salvarsi sfuggendo all’incendio. L’uomo è stato rintracciato e intervistato dalla TgR Calabria. Nel suo racconto, fornito in un italiano incerto, ha spiegato che tre delle persone morte nel rogo erano di nazionalità afghana e ha indicato nei due fermati per omicidio volontario i soggetti che avrebbero preteso denaro per il trasporto dei lavoratori.

“Volevano soldi, poi hanno incendiato l’auto”

Secondo la testimonianza del superstite, le vittime si sarebbero rifiutate di consegnare il denaro richiesto. A quel punto, sempre secondo quanto riferito dall’uomo, i presunti responsabili avrebbero cosparso di benzina l’interno del veicolo per poi innescare le fiamme. Il cittadino afghano ha raccontato di essere riuscito a salvarsi rompendo un finestrino dell’auto e fuggendo dall’abitacolo ormai avvolto dal fuoco. Nelle immagini trasmesse dalla TgR Calabria appare con le braccia fasciate a causa delle ustioni riportate durante la fuga.