Emergono nuovi e inquietanti dettagli sulla strage di Amendolara, costata la vita a quattro braccianti stranieri morti nel rogo di un minivan. Secondo quanto riportato nell’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per i due indagati, il movente dell’efferato delitto sarebbe legato alle condizioni abitative dei lavoratori.

Le vittime, infatti, si sarebbero lamentate perché costrette a vivere in condizioni estremamente precarie, condividendo una stanza con altre persone. In particolare, secondo gli atti dell’inchiesta, il malcontento sarebbe nato dal fatto di dover soggiornare in dieci all’interno dello stesso ambiente.

Le rivelazioni contenute nell’ordinanza del gip

A finire in carcere sono i cittadini pakistani Ahmed Safeer e Ali Raza, accusati dell’omicidio plurimo e pluriaggravato dei quattro lavoratori. Dalle carte dell’indagine emerge che la mattina stessa della strage sarebbe scoppiata una violenta discussione tra uno degli uomini poi uccisi e Ahmed Safeer. A riferire l’episodio agli investigatori sarebbe stato un conoscente di Raza, che avrebbe appreso i dettagli direttamente da uno degli indagati.

Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, durante la lite Safeer avrebbe riportato una tumefazione allo zigomo.