Il vicepresidente della Camera: «Coinvolto il Quirinale che si è fidato ritenendo il giornalismo una cosaseria»

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«La morale di questa storia qual è? La morale è che ci troviamo a commentare l’omicidio del giornalismo investigativo. Si è consumato un delitto nei confronti del giornalismo di inchiesta e investigativo, perché si è usato, come dire, la nobile arte del giornalismo di inchiesta e le si è appiccicata addosso un vestito che era quello della falsità, facendo un torto alla verità, facendo un torto ai lettori e facendo un torto, soprattutto, al giornalismo e a quello che dovrebbe guidare le azioni di ogni uno».

Giorgio Mulè, deputato di FI e vicepresidente della Camera dei Deputati, non usa mezzi termini per celebrare il de profundis di un certo modo di fare giornalismo per commentare il parere del procuratore generale di Milano sul caso della grazia a Nicole Minetti.

Mulè come commenta il parere del procuratore generale di Milano Francesca Nanni che di fatto «smonta» il caso sollevato da Il Fatto Quotidiano sui presunti brogli di Nicole Minetti per ottenere la grazia?