Quando la capsula Orion è ammarata al largo di San Diego, dopo aver percorso quasi 700.000 miglia e aver viaggiato a 33 volte la velocità del suono, l’attenzione si è concentrata soprattutto sull’impresa tecnologica. Ma quella missione racconta qualcosa di più profondo: lo spazio non è più il palcoscenico delle grandi narrazioni nazionali. È diventato qualcos’altro, un’estensione concreta delle infrastrutture terrestri: qualcosa da cui dipendiamo già, anche se quasi nessuno se ne accorge.
Satelliti, sistemi di navigazione, telecomunicazioni, osservazione climatica, monitoraggio delle reti energetiche, approvvigionamento di materiali critici: gran parte delle attività che sostengono la vita economica contemporanea passa già oggi dallo spazio. E la competizione internazionale si sta spostando sempre più lì, tra programmi lunari, nuove alleanze industriali, corsa alle risorse e investimenti strategici.
È da questa consapevolezza che parte il nuovo numero di World Energy, la rivista di Eni dedicata ai grandi temi dell’energia e della geopolitica globale. La nuova corsa allo spazio, questo il titolo del numero, non guarda allo spazio come a un futuro remoto o a una narrazione fantascientifica, ma come a una dimensione già centrale negli equilibri economici e geopolitici del presente. Un terreno dove si intrecciano tecnologia, sicurezza, transizione energetica e competizione tra Stati e grandi aziende. Meno spettacolo, più sistemi.













