Questo è un articolo del numero de Linkiesta Etc dedicato al tema della tecnologia delle emozioni, in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.
Fino Mornasco (CO), 27/01/2025. Gabriele Baldassarri e Massimo Cannila di D-Orbit testano le schede elettroniche per il vettore satellitare ION. D-Orbit è un’azienda di logistica spaziale fondata in Italia nel 2011 che progetta, costituisce e gestisce i veicoli che trasportano i satelliti nelle loro precise posizioni orbitali oltre a fornire vari servizi di logistica spaziale. Foto di Fiorella Baldasseri
In una teca universitaria è conservato ciò che resta di un satellite. Metallo deformato, superfici annerite, cavi interrotti: un oggetto nato per orbitare e diventato testimonianza di un’anomalia, di una traiettoria spezzata. Lo spazio, per decenni sinonimo di progresso e conquista, oggi è anche questo: materia che fallisce e si accumula. Continuiamo a guardarlo con meraviglia, ma quali emozioni suscita oggi un cielo attraversato da migliaia di oggetti artificiali? Stupore, ancora. E insieme una sensazione più terrestre: la percezione che perfino l’orbita possa intasarsi e che lo spazio stia diventando un settimo continente dove riproporre le stesse dinamiche già sperimentate sulla Terra, comprese quelle più tossiche.









