Questo è un articolo del numero de Linkiesta Etc dedicato al tema della tecnologia delle emozioni, in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.
Avreste mai pensato che delle navicelle spaziali potessero affiorare dalle acque del Mar Rosso, nuova frontiera di architettura organica? Killa Design sembra aver puntato sugli alieni, o forse, su un’idea un po’ alienante: 73 ville a forma di sfera, in acciaio inossidabile, riflettono cielo e mare, fondendosi con l’ambiente desertico circostante fino a dissolvere l’orizzonte.
La convinzione è reale: il Shebara Resort si trova sull’isola privata di Sheybara: 20 km di paradiso, fino a poco tempo fa disabitato nella laguna di Al Wajh. Oggi è uno degli indirizzi di punta del turismo d’avanguardia, nonché una delle prime realizzazioni del Red Sea Project, tra i programmi turistici più ambiziosi lanciati dall’Arabia Saudita, per un lusso “a basso impatto ambientale”. Qui la sostenibilità è legge, grazie a un’oasi galleggiante a zero emissioni, autosufficiente, alimentata da energia solare e dotata di impianti di desalinizzazione e gestione circolare dei rifiuti. Surreale quanto la vita su un esopianeta, Desert Rock è il fratello dil Sheabara, essendo di proprietà dello stesso gruppo: Red Sea Global Hospitality. Raggiungere questa oasi fatta di 30 000 mq di natura vergine, nascosta tra le curve rocciose del deserto, è un’esperienza emozionalmente estrema.







