Dalle serate gastronomiche alle notti astronomiche. L’estate 2026 “si scalda” di una tendenza crescente. E brillante di stelle che vede aumentare la richiesta di viaggi e vacanze sull’onda dell’astroturismo. E sono proprio le onde del mare quelle che conducono e convincono l’”astroturista” a salire a bordo di un’imbarcazione dedicata per poter cogliere i punti più scuri della notte e avere la garanzia di ammirare i cieli più limpidi dell’estate.

Si chiama stargazing, una delle ultime tendenze di viaggio che appassiona migliaia di persone che scelgono le loro destinazioni “starlight” (definizione che le evidenzia) in base alla limpidezza del cielo che in quella meta sembra essere il “place to be” o meglio il “place to see”: aspettare la notte guidati da esperti per ammirare le stelle, scovare la più luminosa, scoprire gli astri, le costellazioni, imparare storie, miti, leggende. Accompagnati dal suono delle onde nelle orecchie e un manto di stelle davanti agli occhi.

Dopo anni di mete sovraffollate scandite dai like, gli italiani (ma non solo) scelgono di fuggire verso luoghi in cui la notte è ancora buia, dove la Via Lattea si ri-disegna nitida con il naso all’insù. Gli esperti lo chiamano anche “noctourism” che vede quest’anno il 60% dei viaggiatori globali pronti a partire per inseguire le stelle. Un desiderio di autenticità, silenzio e connessione con la natura che nasce anche dalla consapevolezza di un dato sconcertante: oltre il 60% della popolazione mondiale oggi non può vedere la Via Lattea a causa dell’inquinamento luminoso, come sottolinea l’Associazione astrofili Galileo Galilei. Ovviamente punti “starlight” si trovano anche in montagna, dai rifugi alpini delle Dolomiti, per esempio, alle torri medievali di antichi borghi nelle campagne d’Umbria e Toscana, fino ai villaggi nuragici della Sardegna.