di
Antonella Gasparini
Due episodi collegati in tre giorni. «Massima severità per impedire il ripetersi di simili azioni». Verso daspo ed allontanamenti
I carabinieri ne sono già venuti a capo, i ragazzi delle due risse di Jesolo hanno già un nome e un cognome: tre sono già stati identificati, due sono giovanissimi, del posto, e uno ha origini nordafricane. Si tratta di minorenni dell’area metropolitana o del Trevigiano, tutti tra i 15 e i 16 anni, nati in Italia anche da famiglie straniere. Il livello di allarme che, una volta aggregati a gruppi di venti o trenta, questi adolescenti riescono a generare irrompendo paurosamente nella quiete delle piazze e delle spiagge è elevato perché non conoscono limiti né per la loro incolumità, né per quella altrui.
Due episodi collegatiUna pesante rissa era esplosa sabato sera negli arenili. La seconda è accaduta nel pomeriggio di lunedì. Tra oltre venti persone in mezzo alle case di via Herrera, dopo qualche scaramuccia sono partiti calci e pugni con un crescendo che non conosce limiti poiché subentra la modalità da «branco», dove azioni e ragione si separano in nome di una competizione senza esclusione di colpi. Per questo nel video dei residenti che hanno ripreso per rendere pubblica e denunciare la vicenda, si sente l’urlo delle persone che dicono ai minori di smetterla. Per attirare la loro attenzione e distoglierla dai gesti violenti compiuti in automatico, hanno urlato: «Abbiamo chiamato i carabinieri». Dopo ciò la tensione si è stemperata, e nel giro di poche ore l’Arma di Jesolo aveva individuato elementi per collegare i due episodi, capendo che la rissa in via Herrera era probabilmente una continuazione del violento confronto del giorno prima. Anche perché almeno una persona è stato accertato fosse presente a tutti e due gli episodi. Molti di quei minori è possibile siano noti alle forze dell’ordine e il loro riconoscimento farà scattare misure come l’allontanamento. Queste disposizioni sono possibili anche nei confronti degli adolescenti, come la città di Jesolo ha avuto modo di riscontrare negli anni passati, facendo da apripista all’applicazione di prescrizioni rivolte ai ragazzi e alle loro famiglie.











