JESOLO (VENEZIA) - Ancora tensioni a Jesolo. A distanza di pochi giorni dagli ultimi episodi, nella notte tra sabato e domenica si è verificato un nuovo scontro tra giovani, il terzo in appena sette giorni, riaccendendo le preoccupazioni nel cuore della movida cittadina. L’episodio è avvenuto attorno alle 2 di mattina in piazza Mazzini, storico centro del divertimento notturno del Lido e luogo che in passato era già stato teatro di episodi di violenza per una piazza che negli ultimi anni aveva ritrovato una maggiore tranquillità, grazie anche alle iniziative del Comune, ma che ora teme di rivivere i fantasmi del passato.

Terzo episodio Secondo una prima ricostruzione, nello scontro sarebbero rimaste coinvolte tra le dieci e le quindici persone. A differenza dei due episodi precedenti, che avevano visto protagonisti gruppi di ragazzi molto giovani, questa volta i coinvolti sarebbero stati frequentatori dei locali della zona appena usciti da uno dei luoghi di ritrovo. Tra le possibili cause all’origine della lite, ci sarebbero gli eccessi legati al consumo di alcolici. Sul posto sono intervenuti i carabinieri con due pattuglie, una di Jesolo e l’altra di Cavallino-Treporti, riuscendo a riportare la situazione sotto controllo. I militari hanno identificato due persone: il presunto aggressore, un 25enne di origine magrebina, e la vittima, un giovane di 18 anni nato in Italia da famiglia di seconda generazione. Dalle prime informazioni raccolte, i contendenti non si sarebbero affrontati in un unico momento, ma in più occasioni, con diversi faccia a faccia culminati poi con spintoni e sberle. Il tempestivo intervento degli uomini dell’Arma ha evitato che la situazione degenerasse.Le indagini Gli investigatori analizzeranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire quanto accaduto e le eventuali responsabilità. Da valutare se il 18enne presenterà una denuncia. Nei due episodi precedenti, i protagonisti erano stati invece i cosiddetti “maranza”, giovani italiani di seconda o terza generazione provenienti soprattutto dai comuni dell’entroterra veneziano e dalla provincia di Treviso. Tra i partecipanti figuravano anche diversi minorenni, di età compresa tra i 16 e i 17 anni. Complessivamente sarebbero circa quaranta i ragazzi coinvolti nei due distinti scontri finiti al centro delle indagini delle forze dell'ordine, che avrebbero già identificato una decina di persone per le quali verrà richiesto il Daspo urbano. In entrambi i casi, all'origine delle violenze ci sarebbero stati motivi banali. Dalle provocazioni verbali si sarebbe passati rapidamente alle minacce, per poi arrivare a spintoni, schiaffi e pugni. Il primo episodio si era verificato sulla spiaggia libera di piazza Brescia: tutto sarebbe nato da una spinta dal pontile ai danni di un giovane che, una volta riemerso dall'acqua, avrebbe cercato un confronto con i presunti responsabili. Nel giro di pochi minuti alla discussione si sarebbero aggiunti amici e conoscenti delle due parti. Sul posto erano intervenuti i carabinieri e gli agenti della polizia locale, che avevano riportato la calma e avviato immediatamente gli accertamenti. Uno scenario molto simile si è ripetuto in via Helenio Herrera, tra il piazzale dello stadio Picchi e l’area dell'autostazione. A fronteggiarsi sono stati in quell’occasione una ventina di giovani, alcuni dei quali minorenni, probabilmente per uno scontro legato al primo episodio. Vertice sulla sicurezza Giovedì scorso, durante la riunione in Prefettura del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, è stato deciso il rafforzamento dei controlli sul territorio attraverso l'invio di circa cinquanta agenti di rinforzo tra forze dell'ordine e personale dedicato alla sicurezza. Particolare attenzione sarà riservata all'area dell'autostazione e alla spiaggia di piazza Brescia, considerate tra i principali punti di aggregazione dei gruppi giovanili. Sul tavolo anche il ripristino delle cosiddette "Zone rosse", con un ampliamento delle aree interessate.