Laboratorio di democrazia in Ungheria. Il premier di centrodestra Peter Magyar si prepara a fare una legge costituzionale che manderebbe a casa il presidente Tamàs Sulyok, da lui definito «una marionetta di Orbán».

L’industria europea ha un nuovo copione e non è quello che si recitava fino a qualche anno fa nei salotti di Bruxelles. La trama si è ribaltata senza chiedere permesso: la Germania rallenta, la Francia inciampa, la Spagna frena.

Ai cantori delle virtù salvifiche per l’Italia del debito comune Ue pare essersi rotto il giocattolo tra le mani.

Infatti, per quanto riguarda il finanziamento delle spese per la difesa, è passato senza colpo ferire il termine del 31 maggio (non perentorio) per firmare l’accordo di prestito per lo strumento Safe, per il quale l’Italia aveva opzionato la somma di 14,9 miliardi.

L’uccisione di Pietro Alberto Paolo Signor, il clochard in attesa di trapianto di cuore, avvenuta a Genova sabato scorso, ha sollevato una certa «attenzione», per usare un eufemismo, da parte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.